Riforma Monti: tasse su chi possiede yacht e barche

yacht

La manovra del Governo Monti è in questi giorni sulla bocca di tutti perché come si può notare interesserà parecchio gli italiani e le varie tasse che dovranno pagare perché tutti devono fare dei sacrifici per cercare di invertire la tendenza di questo periodo a livello economico.

L’unico ad aver digerito positivamente la manovra pare sia lo spread che è sceso sotto i 400 punti. Il decreto “salva Italia”, varato ieri dal Consiglio dei ministri, pare da una vera e propria rivoluzione delle pensioni: contributivo per tutti e anzianità prolungata. C’è una retromarcia sull’Irpef, ma l’Iva salirà del 2%. Pagamenti in contanti: vietati sopra i mille euro altrimenti tracciabilità. Da Bruxelles è già arrivato il via libera. L’appello dell’Ue: “Ora in Italia devono essere prese ulteriori decisioni per assicurare maggiore crescita e aumento dei posti di lavoro”. Già previste dal governo Monti ulteriori misure strutturali che presto riguarderanno anche il mercato del lavoro.

Tra le tasse pesanti c’è poi senza dubbio quella che riguarda i beni di lusso ed in particolar modo le barche e gli yacht. Dal 1 maggio 2012 infatti le navi e le imbarcazioni da diporto nazionali ed estere, che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa per ogni giorno o frazione di esso: 7 euro giornalieri per le imbarcazioni da diporto di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri; 12 euro per quelle di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri; 40 euro per le imbarcazioni da 14,01 a 17 metri; 75 euro per quelle da 17,01 a 24 metri; infine 150 euro al giorno per le navi da diporto di lunghezza da 24,01 metri.

Ora non resta che vedere come reagiranno gli italiani a questa ennesima stangata che graverà sotto diversi aspetti sulle loro spalle.